Raganella sarda

 mar 06, 2014 - Anfibi, Vertebrati, Zoologia

Raganella sarda Hyla sarda
Phylum: Chordata
Classe: Amphibia
Ordine: Anura
Famiglia: Hylidae
Nome sardo: Arranedda

Areale di distribuzione:

la Hyla Sarda è presente in Sardegna, Corsica, Arcipelago toscano (Elba e Capraia); è segnalata anche nelle isole circumsarde di Cavallo, Maddalena, Caprera e San Pietro. Non si esclude la sua presenza a Spargi, Santo Stefano, Guardinelli e Santa Maria; presente anche in due isole dell’Arcipelago Toscano.

Identificazione:

La specie veniva considerata come razza geografica della Raganella italiana, ma di recente è stata elevata al rango di specie a sè stante. La pelle è liscia e piuttosto viscida, la colorazione è in genere verde brillante, ma può essere anche olivastra, con una stria scura sul fianco e la tendenza allo sviluppo di una macchiettatura dorsale scura che può essere grigiastro – nera o grigiastro – verde; il ventre è biancastro. La striatura ha inizio dalla narice e prosegue, attraverso l’occhio, fino al fianco, ma senza presentare la diramazione dorsale tipica della Raganella italiana. La testa risulta più larga che lunga e poco distinta dal corpo, con occhi grandi e sporgenti, le pupille sono orizzontali ed è chiaramente visibile il timpano. Le dita presentano delle dilatazioni simili a ventose alle estremità che le permettono di di arramicarsi anche su superfici lisce.. Le dimensioni si attestano attorno ai 38 – 40 mm, con alcune eccezioni che raggiungono i 50 mm. I maschi si distinguono dalle femmine, durante il periodo riproduttivo, per la presenza dei calli nuziali sulle dita degli arti anteriori e del sacco vocale (unico) posto sotto la gola. La voce è piuttosto potente e grida in coro.

Habitat ed Ecologia:

Vive su cespugli e arbusti in vicinanza di stagni, acquitrini, pozze e o corsi d’acqua, da cui può allontanarsi relativamente, compiendo una vita “arboricola”, ha una spiccata resistenza alle condizioni di aridità prolungata. Rispetto alle altre specie di raganelle può tollerare tassi di salinità maggiori. L’habitat ideale si ritrova in pianura o collina, in genere vive al di sotto dei 1000 m. di altitudine. La specie vive in gruppo, in territori definiti e con una struttura gerarchica. E’ una specie generalmente notturna, gli individui escono di giorno durante e trascorrono le ore più calde della giornata in luoghi ombreggiati e riparati. La dieta è insettivora negli individui adulti e prevalentemente detritivora nelle larve.

Riproduzione:

L’accoppiamento avviene in acqua, negli stagni, acquitrini e anche nei fontanili; si riproduce in genere una volta l’anno. La stagione riproduttiva è ampia, ha inizio alla fine dell’inverno e si prolunga per tutta la primavera, tra marzo e maggio. L’accoppiamento è ascellare e di breve durata, solitamente notturno; le uova, fino ad a 1000, vengono deposte in piccoli ammassisi gelatinosi sulla vegetazione sommersa. La schiusa avviene dopo circa due settimane ed il ciclo larvale si conclude al trascorrere di 2½ – 3 mesi. In seguito alla metamorfosi i giovani raggiungono i 14 – 15 mm.

Fattori di minaccia:

La specie risulta minacciata dal degrado ambientale e dai frequenti incendi estivi.

Status di conservazione:

Specie il cui status non è sufficientemente conosciuto.

Grado di protezione:

Convenzione di Berna (legge 503/1981, allegato II); Dir. CEE 43/92 All. B,D; Legge Regionale 29 luglio 1998, n° 23

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