Riccio

 mar 06, 2014 - Mammiferi, Vertebrati, Zoologia

Riccio Erinaceus europaeus italicus
Phylum: Chordata
Classe: Mammalia
Ordine: Insectivora
Famiglia: Erinaceidae
Nome sardo: Erittu, ritu, eritu, arritzoni, ritzone

Dove trovarlo:

Diffuso dall’Europa Occidentale fino alla Siberia occidentale, il riccio è presente in  Sardegna con la sottospecie di E. europaeus italicus, osservata anche nell’Italia settentrionale e peninsulare. La sua presenza sull’Isola sembra sia dovuta all’introduzione in tempi storici molto remoti.

Come riconoscerlo:

La sottospecie si distingue dalla specie E. europaeus per le dimensioni leggermente più ridotte del corpo e della coda e per il colore più chiaro. La lunghezza, misurata dalla testa alla coda, varia dai 23 ai 29 cm. Ha un muso appuntito, occhi grandi e vivaci, orecchie piccole e tondeggianti. Il muso e il ventre sono ricoperti di peli marrone chiaro quasi giallastri, mentre la parte superiore è caratterizzata dalla presenza di aculei della lunghezza di 25 mm e dello spessore di 1 mm. Gli aculei sono giallastri con una banda bruno scuro. Il corpo risulta un po’ tozzo, senza una netta separazione testa-tronco, mentre le zampe sono corte e robuste con cinque dita,  munite di lunghe e forti unghie.

Habitat e Ecologia:

Il riccio predilige zone con una discreta copertura vegetale, lo si trova frequentemente ai margini delle aree coltivate, nei giardini, nei parchi e nei frutteti, dove può trovare non solo il cibo ma dei buoni nascondigli. Lo si trova tanto al livello del  mare che ad altitudini elevate, solitamente, però, vive nelle zone di pianura e collinari. Conduce una vita solitaria, è spiccatamente territoriale e si rifugia in tane scavate sul terreno – o abbandonate da altri animali –  che ricopre con muschio ed altri vegetali. È attivo soprattutto al crepuscolo e di notte. Si ciba di insetti, anfibi, uova e piccoli d’uccelli di specie nidificanti nel terreno, lucertole, lombrichi, topi. In periodi di scarsità alimentare si accontenta facilmente di funghi, bacche, radici. Il riccio è l’unico tra gli insettivori a trascorrere alcuni mesi in letargo durante l’inverno, da novembre a marzo; nelle isole mediterranee il letargo è discontinuo e i ricci sono attivi quasi tutto l’anno. La longevità in natura è di circa 10 anni.

Riproduzione:

Il periodo di accoppiamento è a fine inverno, i piccoli nascono nella tarda primavera, dopo una gestazione di circa 5 settimane; la femmina partorisce, in un nido di foglie secche, 4 – 5 piccoli che lasciano il nido dopo circa un mese, ma restano con la madre fino all’autunno inoltrato. In condizioni favorevoli vengono prodotte anche due nidiate all’anno.

Cosa lo minaccia:

La specie è abbastanza comune, tuttavia gli incendi, le pratiche agricole e il traffico stradale, specie nel periodo primaverile-estivo, provocano una significativa diminuzione delle popolazione. I suoi nemici naturali sono prevalentemente la volpe e la martora.

Problemi di conservazione:

Il riccio non è considerato, specie in Sardegna, una specie con problemi di conservazione, tuttavia è raro e minacciato soprattutto a livello europeo e nazionale.

Norme di tutela:

E’ una specie tutelata dalla Convenzione di Berna (legge 503/1981, allegato III); e dalla Legge Regionale 29 luglio 1998, n° 23

 

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